L'inizio dell'inverno, delle giornate corte e del buio, induce a parlare di un argomento "deprimente", e cioè la depressione, fenomeno che si sta propagando con velocità supersonica nella nostra società del benessere. Nei libri medici la depressione è definita come uno "stato d'animo patologico che dura oltre due settimane, in cui si provano in modo esagerato ed inappropriato sentimenti di grande tristezza, vuoto e scoraggiamento".

Cari amici, spero che abbiate trascorso delle buone vacanze, approfittando anche del tempo libero per dedicare più tempo del solito al miglioramento della respirazione! Questa edizione speciale del Notiziario è dedicata al terzo incontro internazionale degli istruttori Buteyko, al quale ho partecipato a fine agosto, che ha quest’anno avuto luogo a Glasgow (Scozia), su iniziativa di Jill Mc Gowan. Jill Mc Gowan è l’infermiera scozzese di cui si era parlato in una delle prime edizioni del Notiziario perché, dopo essere guarita, grazie al metodo Buteyko, dell’asma di cui soffriva dall’infanzia, aveva venduto il castello avito in Scozia per finanziare una sperimentazione in doppio cieco su varie centinaia di asmatici, per provare con tutti i crismi della scientificità, l’efficacia del metodo Buteyko.

1) A quanto confermato da uno studio appena completato presso la Medical University of South Carolina, i cui risultati sono stati pubblicati sul periodico "Annals of Family Medicine", marzo/aprile 2005, una combinazione tra un' elevata presenza di depositi di ferro nel corpo con un'alimentazione ricca in ferro aumenterebbe notevolmente il rischio di ammalarsi di cancro. Nello studio sono stati seguiti per un ventennio 6.300 adulti di un'età dai 25 ai 74 anni, arrivando alla conclusione che il 10% circa della popolazione americana ha dei depositi di ferro di un'entità pericolosa.

Ho partecipato ai primi di febbraio in Olanda all'incontro degli istruttori del metodo Buteyko in Europa, con l'intervento del figlio adottivo di Buteyko, il dr. Andrei Novozilov, e della vedova Ludmila Buteyko. (Per chi non lo sapesse perché riceve solo da poco questo notiziario, Buteyko è morto nel maggio 2003 ad 82 anni, per un improvviso arresto cardiaco; quando aveva poco più di 30 anni gli erano stati pronosticati pochi anni di vita a causa di una forma aggressiva di ipertensione di cui soffriva, ed era stata proprio questa malattia a dare l'impulso determinante ai suoi studi ed alle sue scoperte sul respiro.

Tanti auguri di Buon Anno a tutti i lettori! Così come sta aumentando in continuazione il numero di bambini asmatici, è anche in crescita il numero di bambini alle prese con problemi di iperattività, mancanza di concentrazione ed aggressività. Per chi ci legge da un po' di tempo appare chiaro il nesso che vi è tra il modo di respirare dei bambini e le condizioni sopra citate.